
CONVEGNO UDINE 10 OTTOBRE 2025
Ottobre 15, 2025
Acquainnova 2.0 alla conferenza di Aquafarm 2026 a Pordenone.
Gennaio 19, 2026Quasi sette italiani su dieci sanno riconoscere un prodotto ittico allevato. All’assemblea generale dell’Api, i risultati dell’indagine Acquainnova2.0 realizzata dall’associazione di categoria.
L’assemblea generale dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) ha riunito allevatori e operatori provenienti da tutta Italia per fare il punto su un comparto che continua a mostrare vitalità, resilienza e capacità di adattamento. Nella sede di Verona erano rappresentate tutte le espressioni dell’acquacoltura nazionale: maricoltura, storionicoltura, avannotterie e allevamento ittico in acque interne. Una fotografia del settore che conferma la ricchezza e la varietà dell’acquacoltura italiana, capace di allevare oltre 25 specie in ambienti che spaziano dai laghi alpini alle lagune costiere, fino al mare aperto. Dai dati produttivi elaborati dall’associazione emerge un quadro solido: nel 2024 l’Italia ha superato le 51.000 tonnellate di pesce allevato, per un valore economico complessivo vicino ai 400milioni di euro.
Trota, orata e spigola restano le produzioni principali, mentre la storionicoltura continua a garantire al Paese un primato di prestigio: 67 tonnellate di caviale, risultato che con-ferma il ruolo dell’Italia come primo produttore europeo e secondo al mondo dopo la Cina. Nel suo intervento, il presidente, Matteo Leonardi, ha richiamato la visione strategica che guiderà il settore nel triennio 2025–2027: rafforzamento della competitività e dell’accesso al mercato, in-vestimenti in innovazione e biosicurezza, riduzione dell’impatto ambientale e una maggiore semplificazione nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. “È un settore che produce valore, affronta le sfide attuali e guarda avanti con fiducia”, ha aggiunto Leonardi.





